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lunedì 7 dicembre 2015

Frutta, verdura, salute e inquinamento: quali relazioni?

L’importanza del consumo dei vegetali è dovuta alle grandi proprietà di tali prodotti che ci consentono di fare prevenzione primaria, ovvero aiutano a prevenire gran parte delle patologie, gastrointestinali, cardiovascolari, tumorali, grazie alla presenza di minerali e vitamine con funzione antiossidante che contrastano la formazione di radicali liberi, alla base di gran parte delle patologie. Inoltre le fibre in essi contenuti modulano l’assorbimento degli altri nutrienti.

Ormai, però, sono anni che sentiamo tanto parlare di problemi ambientali, inquinamento, contaminazioni e molto spesso il pensiero che questi problemi possano compromettere la salubrità dei prodotti della terra, da sempre ritenuti quanto di più buono e sano possa esserci, può scatenare qualche dubbio e qualche riflessione.

Possiamo essere sicuri di ciò che mangiamo? Ciò che preoccupa maggiormente, in quanto più diffuso e di impatto immediato, è l’inquinamento atmosferico, quello derivante dalle aree industriali, dallo smog delle città, dalle cattivi abitudini (dar fuoco senza controllo a materiali di scarto, sterpaglie e rifiuti), in quanto genera particolato che può depositarsi direttamente dall’atmosfera o attraverso le precipitazioni su frutta e verdura prima che vengano raccolti o sul suolo in cui questi crescono.
Una seconda fonte di preoccupazione per eventuali contaminazioni dei prodotti vegetali è l’utilizzo di pesticidi, sostanze in grado di uccidere un organismo indesiderato o, almeno, di esercitare nei suoi confronti un’azione di controllo o di limitazione (ad esempio, interferendo con i loro processi riproduttivi). Tutti i pesticidi chimici presentano la proprietà comune di bloccare un processo metabolico vitale per gli organismi su cui risultano tossici.
Oltre ad un rischio essenzialmente chimico, però, all’igiene di frutta e verdura è associato anche un rischio di tipo biologico, Ovvero la possibilità che durante il periodo della coltivazione, ma anche di conservazione, i prodotti vegetali siano venuti in contatto con insetti e animali vari, i quali potrebbero aver depositato su di essi escrementi o altri fluidi corporei, potenzialmente contaminati, a loro volta, da patogeni.

Come ci si può difendere da questi rischi?
Innanzitutto è fondamentale, così come ci insegnano genitori e nonni,  lavare bene con acqua corrente, anche per 2-3 volte. L'ideale è che sia tiepida (tranne per l'insalata, che va lavata in acqua fredda per evitare perdita di tonicità delle foglie).
Le verdure a scorza dura, come patate e carote, vanno trattate anche con una spazzola, mentre la frutta a grappolo o di piccole dimensioni (uva, ciliegie) vanno messe in ammollo (non troppo), sfregate delicatamente e cambiate di acqua un paio di volte.

Per uva, mele, prugne, pesche, pere e pomodori può essere sufficiente il trattamento con acqua. 

In alcuni casi è opportuno intervenire anche con qualche solvente, possibilmente di tipo naturale. No, quindi, agli additivi chimici, non è necessario utilizzare l'amuchina, poiché questi possono alterare il valore nutritivo del vegetale e possono, paradossalmente, lasciare tracce sulla superficie, per cui per scongiurare il rischio biologico genereremmo un rischio chimico.

In alternativa esistono dei metodi semplici ed anche economici che prevedono l'utilizzo di sostanze comunemente presenti nelle nostre case, come bicarbonato, limone e aceto.

In generale, possiamo elencare un efficace decalogo per garantire un consumo sicuro di frutta e verdura nelle nostre case : 
  1. Sciacquare bene ed energicamente tutto con acqua corrente (un occhio di riguardo alla frutta a grappolo e di piccole dimensioni…non distruggiamole!);
  2. Mantenere puliti i piani della cucina, di cottura e il frigo, pentole, posate e tutto ciò che entra in contatto con gli alimenti;
  3. Lavarsi sempre le mani con acqua tiepida e sapone prima di maneggiare gli alimenti;
  4. Non utilizzare sacchetti di plastica per conservare frutta e verdura;
  5. Non utilizzare prodotti chimici per la pulizia e la disinfezione degli alimenti;
  6. Evitiamo di consumare la frutta con la buccia;
  7. Se proprio dobbiamo consumare frutta con la buccia non trascuriamo nessun passaggio per la pulizia, compresi gli strofinamenti con panni e spazzole
  8. Lavare sempre tutte le parti, anche gli scarti: il contatto delle mani e delle stoviglie con parti "sporche" dell'alimento può contaminare anche la parte edibile;
  9. Tutte le parti danneggiate devono essere rimosse, potrebbero essere punti deboli per l'attacco di patogeni;
  10. Teniamo frutta e verdura lontano dalle carni non cotte per evitare il rischio di contaminazioni.

 Spesso si avanzano anche ipotesi di inquinanti contenuti nel suolo trasmessi attraverso le radici all’interno del vegetale, in prevalenza metalli pesanti. Per quanto riguarda quest’ultimo punto ci sono delle precisazioni da fare: le radici delle piante assorbono i nutrienti dal suolo attraverso l’acqua, ovvero per essere assorbita, una sostanza deve, in primis, essere solubile in acqua. Se non è solubile non entra nelle radici.

In condizioni “standard” le piante, attraverso un elaborato metodo di scambio cationico e grazie alla presenza di una sorta di barriera denominata “Banda del Caspary” (che funge da filtro per le sostanze in ingresso), riesce ad assorbire solo le sostanze ad essa necessarie, lasciando all’esterno le sostanze estranee o addirittura tossiche per essa.

Esistono casi in cui alcune sostanze “non previste” riescano a penetrare all’interno delle radici, ma solo se esistono gravi problemi legati a fattori fisici del suolo, carenze di particolari elementi essenziali o per problemi (seppur rari) di biodisponibilità dei nutrienti. In genere, quando il vegetale assorbe una sostanza non essenziale, soprattutto poiché in luogo di una sostanza essenziale, ne risente lo sviluppo della pianta stessa, per cui ne risulta danneggiata, muore o, se sopravvive, il suo aspetto indica una situazione non buona.


In ogni caso, le comuni pratiche agricole, sia convenzionali che biologiche, laddove applicate secondo i canoni, prevedono procedure (anche completamente naturali) per ovviare a questi problemi, analisi preliminari del suolo o utilizzo di fertilizzanti arricchiti di minerali per evitare deficit di elementi essenziali, per cui consumare prodotti ortofrutticoli di agricolture note e tracciate può fornire la garanzia necessaria ad assicurare la salubrità di ciò che mangiamo.

mercoledì 5 novembre 2014

Frutta e verdura: come lavarle?

Per quanto al giorno d'oggi le normative europee impongano innumerevoli controlli di qualità nella filiera agroalimentare "dal produttore al consumatore", ci hanno sempre insegnato che la prudenza non è mai troppa.
In particolare, quando frutta e verdure arrivano nelle nostre cucine, non possiamo mai essere certi al 100% da dove arrivino e che strada abbiano fatto.
  1. Rischio pesticidi e diserbanti: nonostante negli ultimi decenni tantissime sostanze chimiche siano state bandite dalle aziende agricole a causa della loro tossicità, molte sono ancora pienamente utilizzate e, benché meno nocive del temutissimo DDT, non è che siano proprio dei toccasana per la nostra salute;
  2. Inquinamento: pur acquistando vegetali di coltivazione biologica dobbiamo comunque fare i conti con l'inquinamento dell'aria: smog, scarichi industriali, incenerimento di scarti agricoli o (peggio) di rifiuti abbandonati, sono tutte fonti di produzione di particolato che, per gravità, può depositarsi sui nostri prodotti della terra;
  3. Patogeni: l'agricoltura biologica è nata per contrastare il vasto utilizzo di sostanze chimiche che contaminano comunque i prodotti vegetali. Ma a loro volta l'utilizzo dei pesticidi è nato per preservare gli alimenti dall'attacco dei patogeni, per cui i vegetali biologici, pur garantendo una maggiore genuinità, hanno comunque un rischio più elevato di contaminazione da patogeni.
  4. Sporcizia: terra, polvere, tante mani che li hanno maneggiati, accatastamento in cassette e bauli di ignota origine... non possiamo esser certi di cosa sia stato a contatto con i nostri prodotti agroalimentari e che potrebbe essere rimasto depositato sulla superficie.
Questo basta a far capire quanto sia importante SEMPRE E COMUNQUE lavare bene frutta e ortaggi per garantire una buona qualità dell'alimento senza rischi di altro genere.

FONDAMENTALE, così come ci insegnano genitori e nonni, è lavare bene con acqua corrente, anche per 2-3 volte. L'ideale è che sia tiepida (tranne per l'insalata, che va lavata in acqua fredda per evitare perdita di tonicità delle foglie). Le verdure a scorza dura, come patate e carote, vanno trattate anche con una spazzola, mentre la frutta a grappolo o di piccole dimensioni (uva, ciliegie) vanno messe in ammollo (non troppo), sfregate delicatamente e cambiate di acqua un paio di volte.

Per uva, mele, prugne, pesche, pere e pomodori può essere sufficiente il trattamento con acqua. 

In alcuni casi è opportuno intervenire anche con qualche solvente, possibilmente di tipo naturale. NO, quindi, AGLI ADDITIVI CHIMICI, non è necessario utilizzare l'amuchina, poiché questi possono alterare il valore nutritivo del vegetale e possono, paradossalmente, lasciare tracce sulla superficie.

In alternativa esistono dei metodi semplici ed anche economici che prevedono l'utilizzo di sostanze comunemente presenti nelle nostre case:

Bicarbonato: mele, melanzane, peperoni, pere vanno trattate con una crema ottenuta da un mix di acqua e bicarbonato in rapporto 1:1, per gli altri alimenti si può optare per un ammollo di 15 minuti in una miscela di 1 litro d'acqua + 1 cucchiaio di bicarbonato (eventualmente con qualche goccia di limone, per aumentarne l'efficacia).
In alternativa si può preparare uno spray al bicarbonato con 1 cucchiaio di succo di limone, 1 cucchiaio di bicarbonato  ed 1 tazza d'acqua, il tutto inserito in uno spruzzino. Al momento si spruzza sulla frutta e sulla verdura da lavare, si lascia per 5-10 minuti e poi si risciacqua.
ATTEZIONE: acqua e bicarbonato sono un ottimo metodo per eliminare i patogeni, ma non per i pesticidi, per i quali il miglior metodo rimane un lavaggio energico con acqua corrente.

Aceto: sia l'aceto bianco che l'aceto di mele hanno delle ottime proprietà disinfettanti nei confronti dei patogeni, per cui sono tra i primi espedienti per la pulizia di frutta e verdura utilizzati in casa. Una miscela in acqua efficace è costituita da una rapporto di 2:1 tra acqua e aceto, ma è possibile creare delle varianti aggiungendo anche il limone o il sale o entrambi. Ad esempio, una miscela di 1/4 di tazza di aceto di mele + 1 grossa manciata di sale + abbondante acqua sono efficaci anche contro le spore delle muffe

In generale, possiamo elencare un efficace decalogo per garantire un consumo sicuro di frutta e verdura nelle nostre case:
  1. Sciacquare bene ed energicamente tutto con acqua corrente (un occhio di riguardo alla frutta a grappolo e di piccole dimensioni,,,non distruggiamole!);
  2. Mantenere puliti i piani della cucina, di cottura e il frigo, pentole, posate e tutto ciò che entra in contatto con gli alimenti;
  3. Lavarsi sempre le mani con acqua tiepida e sapone prima di maneggiare gli alimenti;
  4. Non utilizzare sacchetti di plastica per conservare frutta e verdura;
  5. Non utilizzare prodotti chimici per la pulizia e la disinfezione degli alimenti;
  6. Evitiamo di consumare la frutta con la buccia;
  7. Se proprio dobbiamo consumare frutta con la buccia non trascuriamo nessun passaggio per la pulizia, compresi gli strofinamenti con panni e spazzole
  8. Lavare sempre tutte le parti, anche gli scarti: il contatto delle mani e delle stoviglie con parti "sporche" dell'alimento può contaminare anche la parte edibile;
  9. Tutte le parti danneggiate devono essere rimosse, potrebbero essere punti deboli per l'attacco di patogeni;
  10. Teniamo frutta e verdura lontano dalle carni non cotte per evitare il rischio di contaminazioni.
E ricordiamo che un consumo costante di frutta e verdura 5 volte al giorno è alla base della buona alimentazione e di un'ottima prevenzione!